Amo le vie traverse e poco battute (ormai s'è capitoooooo) e vado a beccare quel gran budello di strada montagnosa che connette Collodi a Bagni di Lucca, con tanto di svalicamento tramite il Passo del Trebbio.
Lungo la SP55, in alto Colognora
Passo Colognora (isola linguistica), Boveglio, Benabbio, microlocalità che sembrano appartenenti ad un altro universo, le cui origini si perdono nella notte dei tempi...
Raggiungo la valle del torrente Lima e prendo a destra per risalire appunto a La Lima (ma guarda un po'...). Lungo la strada mi fermo ad ammirare il tratto più suggestivo, dove nei secoli la Lima ha limato davvero...Ponte Maggio
Il panoramicissimo abitato di Lucchio
A La Lima prendo la importantissima e storicissima SS12, ma non risalgo subito al valico dell'Abetone. No. Sono partito da casa con un'idea malsana, che infatti si è rivelata per quella che è: idiota.
Tocco Cutigliano (borgo che merita un passaggio) e salgo su verso il crinale. Ovviamente la troppa voglia di sole e caldo ha giocato brutti scherzi. Mi sa che a casa ho pensato di essere più avanti nel tempo, diciamo circa a maggio vah...
Acqua, acqua in ogni dove!
L'idea, malsana come una palude, era quella di arrivare alla Doganaccia e risalire fino al crinale arrivando al passo della Croce Arcana.
Ovviamente, essendo in maggio mica pensavo di trovare tutta la neve che ancora è appoggiata sulle pendici dei monti...
La sagoma innevata del Libro Aperto
Sto per arrivare alla Doganaccia, e i primi dubbi che non sia maggio iniziano a rimbalzarmi nel cervello...
Il laghetto (ghiacciato) della Doganaccia
Arrivando alla Doganaccia trovo parecchia gente affaccendata con sci, snowboard, ciaspole. Io ci incastro proprio poco, ma poco poco, per cui dietrofront e arrivederci e grazie, magari a maggio, quello vero!
Obbiettivo mancato, mi godo almeno l'ambiente
Rieccomi sulla SS12. Non mi resta che raggiungere l'Abetone, dove faccio sosta tra orde di amanti della neve. Gli osservo mentre mangio un po' di frutta. Avrei voluto prendermi una fetta di crostata in un posto dove di solito mi accaparro qualcosa con gusto, ma c'è un pienone che pare le piste siano all'interno!
La voglia di pace regna sempre sovrana, per cui di nuovo in moto, direzione Pievepelago. A questo punto voglio chiudere l'anello passando per il passo delle Radici e sostare a S. Pellegrino in Alpe, il paese più alto dell'appennino.
Ovviamente per strada qualcosa di buono lo raccatto, come ogni volta che vengo da queste parti. Al caseificio Bernardi metto nel bauletto un kg e mezzo di parmigiano e lascio il compenso oltre ad una buona dose di coccole al piccolo cagnetto che trovo beatamente svaccato al sole davanti all'ingresso.
Raggiungo il passo, ormai tristemente deserto da un bel po' a causa della chiusura della struttura posta proprio sullo scollinamento. Fa un po' tristezza...
Ormai ci sono quasi, S. Pellegrino dista un niente, ma è un niente che impiego un po' a percorrere. Lo scenario vince sull'andamento lesto...
O vai....e ora godi Rosa!
S. Pellegrino in Alpe
La sinuosa strada che si butta a capofitto verso Pieve Fosciana
Dopo aver gozzovillato a modino torno verso la moto, ma vengo rapito da un banale "crostate" scritto su una tavola di legno fuori da quello che pare il classico posto pieno di goduriosità locali. Infatti, oltre che alla tanto agognata fetta di crostata, allargo la compagnia del parmigiano con una grappa e altri prodotti di benessere.
Ormai il tempo inizia a scarseggiare, per cui mi spiccio a rientrare ricalando in Garfagnana e ritoccando Bagni di Lucca da dove ripercorro la strada fatta all'andata. Mi concedo solo una breve sosta lungo la via, per svuotare la vescica e riassimilare un sorso d'acqua.
Sosta all'Oratorio della Madonna dei Miracoli
Va beh, è ancora febbraio, ma le idee vanno assecondate, anche se decisamente idiote come quella di oggi. Ne vale sempre la pena!







































































