sabato 21 febbraio 2026

Valico dei Tre Faggi e Passo della Calla

Prima vado dal sospensionista poi....boh.
Questo in sintesi il complesso e arzigogolato progetto saltato fuori dopo nottate insonni!!
Arrivo a Firenze. Il sospensionista è breve, coinciso, rapido e preciso come una lametta, tratta l'argomento stilando tecnicamente i passaggi necessari per rendere più performante Maxxina e più contento colui che ci sta a cavalcioni, con poche parole mi liquida.
Per forza, l'ho beccato che stava uscendo per andare a fare la spesa...
Dopo aver ragionato delle dinamiche dei rimbalzi manco fossi un coach di NBA son libero, e la mattinata è ancora bella giovane, per cui.....dove vado?
Non devo fare la spesa, ma son rapido come il sospensionista a buttar giù un itinerario mentale che attacco salendo verso Monte Morello, il massiccio che domina la piana fiorentina.
Caffettino "in quota" e via, di nuovo su strade conosciute arrivo a Dicomano, dove il Mugello incontra la val di Sieve. Da lì pistono verso il passo del Muraglione, che risalgo in goduriosa solitudine. Ben prima del passo prendo a destra, direzione Predappio. La strada è bella bella anche se oggi un po' sporca, riasfaltata per il giro d'Italia. Sto attento al brecciolino che però non disturba più di tanto la mia andatura paciosa. Fino ad ora è stato un piacevole trasferimento, ma per me il bello viene quando scendo dalla moto. Spaziare con lo sguardo assaporando il silenzio è un rigenerante toccasana. Una sosta sul Valico dei Tre Faggi è d'obbligo!


Dal valico riscendo verso il versante romagnolo, dove i giochi di luce tra i crinali alberati regalano belle immagini. Son quei momenti durante i quali se avessi una macchina fotografica coi fiocchi impiegherei un'ora per fare cento metri...



Abbandono la via principale per prendere lo stradello che mi porta prima a Fiumicello e poi mi farà riconquistare la SS310 di Campigna.
Questa piccola lingua d'asfalto (molti anni fa era composta da ghiaino pressato) è intimissima. L'ho fatta più volte con molta soddisfazione e anche oggi non è da meno. Velocità ridottissime, un viaggio interiore!



Il giro mi sta piacendo tantissimo, per i posti che attraverso (che conosco già) ma più che altro per quella sensazione di esclusività, visto che per strada non trovo pressochè nessuno.
Raggiunta la statale risalgo il passo della Calla e mi fermo a scattare una foto che riassume lo stato del mio stomaco...

Occhio. Da queste parti l'Appennino ti prende a morsi!

Arrivo all'Alpen Bar di Campigna, dopo aver dondolato sulle belle curve in salita.
I colori del bosco sono magici e mischiati al silenzio che regna tutto attorno rende l'atmosfera curativa.



L'Alpen Bar, solitamente affollato di motociclisti. Oggi pace&silenzio!

Oltre alla mente accontento anche lo stomaco e dal bar porto via un panino che consumerò sul passo. Prima di arrivarci però non posso fare a meno di godere (tantissimo) degli ambienti che la stupenda foresta mi regala. Dal bar al passo il motore borbotta che potrei quasi contare il numero delle pistonate...



Arrivo sul passo e anche qui zero moto. La cosa mi fa un po' strano perchè ok che non è caldissimo (ma si sta veramente bene), ok che le strade non sono pulitissime, ok di qui, ok di qua ma....i motociclisti 'n do' stanno?
Finalmente consumo il panino, buono e pure bello grosso e per digestivo mi sfumazzo un mezzo toscano. Fumare il sigaro, vizio che mi concedo ogni tanto, è una specie di moviola, un momento di vita analizzata al rallenty, è un messaggio al mondo per dirgli "ora vado lento, non chiedermi di più"!



La notte fa freschino!

Dopo una sosta bella lunga e un discreto scivolone fatto nel sottobosco nel tentativo di svuotare la vescica riparto. Le pistonate continuano per un bel po' grazie alla foresta troppo bella per non essere rimirata. Le curve, più che scelte tecniche, sembrano abbracci con l'ambiente circostante...




Arrivo a Stia e risalgo la Consuma innestandomi sulla SR70 alla Scarpaccia, nota località per le soste mangerecce fatte di taglieri di salumi e formaggi.
Peccato che oggi è chiuso per ferie. Avrei di certo messo qualcosa di buono nel bauletto da portare a casa. Il caffè me lo prendo allo chalet proprio sul culmine del passo, dove finalmente trovo un po' di moto, un po' di camminatori, un po' di gente normale,....si insomma un bel casino di gente. Caffè e via, oggi mi sono abituato troppo bene al silenzio.

Panorama dalla Consuma

Ricalo verso Pontassieve ma prima di arrivare a sfiorare l'Arno è d'obbligo fare una sosta vitivinicola. Mi fermo infatti al Quartino, enoteca/ristorante della famiglia Frescobaldi, dove trovo con mio sommo gaudio una bottiglia di Vendemmia Tardiva, un mix di Chardonnay, Traminer Aromatico, Pinot Bianco e Grigio, un vino che può essere assaporato con dolci o formaggi, un vino dolce senza essere stucchevole, perfetto anche per mettersi in panciolle a meditare sull'esistenza dopo essere tornato a casa con qualcosa di interessante.

I filari a ridosso del Quartino

Il rientro me lo godo senza più soste, allungando fino a Greve in Chianti, Castellina, San Gimignano, tutti postacci...
Che dire? Facile, che è stato un bel BOH!

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