sabato 28 febbraio 2026

Il Sole dice Nord

Proprio così. Le previsioni meteo mi hanno guidato. Da casa verso sud, zone che spesso bazzico perchè belle e con traffico pari a zero, prometteva tempo bigio mentre invece verso l'Appennino dava una gran voglia di vivere. Poca voglia di tempo uggioso, tanto bisogno di luce e calore, per cui via, si va verso nord.
Amo le vie traverse e poco battute (ormai s'è capitoooooo) e vado a beccare quel gran budello di strada montagnosa che connette Collodi a Bagni di Lucca, con tanto di svalicamento tramite il Passo del Trebbio.

Lungo la SP55, in alto Colognora

Passo Colognora (isola linguistica), Boveglio, Benabbio, microlocalità che sembrano appartenenti ad un altro universo, le cui origini si perdono nella notte dei tempi...
Raggiungo la valle del torrente Lima e prendo a destra per risalire appunto a La Lima (ma guarda un po'...). Lungo la strada mi fermo ad ammirare il tratto più suggestivo, dove nei secoli la Lima ha limato davvero...

La SP55 scorre via che è un piacere. Zero traffico, strada che asseconda la voglia di far viaggiare i pensieri.

Ponte Maggio

Il panoramicissimo abitato di Lucchio

A La Lima prendo la importantissima e storicissima SS12, ma non risalgo subito al valico dell'Abetone. No. Sono partito da casa con un'idea malsana, che infatti si è rivelata per quella che è: idiota.
Tocco Cutigliano (borgo che merita un passaggio) e salgo su verso il crinale. Ovviamente la troppa voglia di sole e caldo ha giocato brutti scherzi. Mi sa che a casa ho pensato di essere più avanti nel tempo, diciamo circa a maggio vah...

Acqua, acqua in ogni dove!

L'idea, malsana come una palude, era quella di arrivare alla Doganaccia e risalire fino al crinale arrivando al passo della Croce Arcana.
Ovviamente, essendo in maggio mica pensavo di trovare tutta la neve che ancora è appoggiata sulle pendici dei monti...

La sagoma innevata del Libro Aperto

Sto per arrivare alla Doganaccia, e i primi dubbi che non sia maggio iniziano a rimbalzarmi nel cervello...

Il laghetto (ghiacciato) della Doganaccia


Arrivando alla Doganaccia trovo parecchia gente affaccendata con sci, snowboard, ciaspole. Io ci incastro proprio poco, ma poco poco, per cui dietrofront e arrivederci e grazie, magari a maggio, quello vero!

Obbiettivo mancato, mi godo almeno l'ambiente

Rieccomi sulla SS12. Non mi resta che raggiungere l'Abetone, dove faccio sosta tra orde di amanti della neve. Gli osservo mentre mangio un po' di frutta. Avrei voluto prendermi una fetta di crostata in un posto dove di solito mi accaparro qualcosa con gusto, ma c'è un pienone che pare le piste siano all'interno!


La voglia di pace regna sempre sovrana, per cui di nuovo in moto, direzione Pievepelago. A questo punto voglio chiudere l'anello passando per il passo delle Radici e sostare a S. Pellegrino in Alpe, il paese più alto dell'appennino.
Ovviamente per strada qualcosa di buono lo raccatto, come ogni volta che vengo da queste parti. Al caseificio Bernardi metto nel bauletto un kg e mezzo di parmigiano e lascio il compenso oltre ad una buona dose di coccole al piccolo cagnetto che trovo beatamente svaccato al sole davanti all'ingresso.
Raggiungo il passo, ormai tristemente deserto da un bel po' a causa della chiusura della struttura posta proprio sullo scollinamento. Fa un po' tristezza...
Ormai ci sono quasi, S. Pellegrino dista un niente, ma è un niente che impiego un po' a percorrere. Lo scenario vince sull'andamento lesto...



Parcheggio ed è subito pace. Quassù è un vero piacere per il nervo e la giornata soleggiata da un bel supporto. Al calore del sole associo quello di un sigaro.
O vai....e ora godi Rosa!

S. Pellegrino in Alpe

La sinuosa strada che si butta a capofitto verso Pieve Fosciana



Dopo aver gozzovillato a modino torno verso la moto, ma vengo rapito da un banale "crostate" scritto su una tavola di legno fuori da quello che pare il classico posto pieno di goduriosità locali. Infatti, oltre che alla tanto agognata fetta di crostata, allargo la compagnia del parmigiano con una grappa e altri prodotti di benessere.
Ormai il tempo inizia a scarseggiare, per cui mi spiccio a rientrare ricalando in Garfagnana e ritoccando Bagni di Lucca da dove ripercorro la strada fatta all'andata. Mi concedo solo una breve sosta lungo la via, per svuotare la vescica e riassimilare un sorso d'acqua.

Sosta all'Oratorio della Madonna dei Miracoli

Va beh, è ancora febbraio, ma le idee vanno assecondate, anche se decisamente idiote come quella di oggi. Ne vale sempre la pena!


sabato 21 febbraio 2026

Valico dei Tre Faggi e Passo della Calla

Prima vado dal sospensionista poi....boh.
Questo in sintesi il complesso e arzigogolato progetto saltato fuori dopo nottate insonni!!
Arrivo a Firenze. Il sospensionista è breve, coinciso, rapido e preciso come una lametta, tratta l'argomento stilando tecnicamente i passaggi necessari per rendere più performante Maxxina e più contento colui che ci sta a cavalcioni, con poche parole mi liquida.
Per forza, l'ho beccato che stava uscendo per andare a fare la spesa...
Dopo aver ragionato delle dinamiche dei rimbalzi manco fossi un coach di NBA son libero, e la mattinata è ancora bella giovane, per cui.....dove vado?
Non devo fare la spesa, ma son rapido come il sospensionista a buttar giù un itinerario mentale che attacco salendo verso Monte Morello, il massiccio che domina la piana fiorentina.
Caffettino "in quota" e via, di nuovo su strade conosciute arrivo a Dicomano, dove il Mugello incontra la val di Sieve. Da lì pistono verso il passo del Muraglione, che risalgo in goduriosa solitudine. Ben prima del passo prendo a destra, direzione Predappio. La strada è bella bella anche se oggi un po' sporca, riasfaltata per il giro d'Italia. Sto attento al brecciolino che però non disturba più di tanto la mia andatura paciosa. Fino ad ora è stato un piacevole trasferimento, ma per me il bello viene quando scendo dalla moto. Spaziare con lo sguardo assaporando il silenzio è un rigenerante toccasana. Una sosta sul Valico dei Tre Faggi è d'obbligo!


Dal valico riscendo verso il versante romagnolo, dove i giochi di luce tra i crinali alberati regalano belle immagini. Son quei momenti durante i quali se avessi una macchina fotografica coi fiocchi impiegherei un'ora per fare cento metri...



Abbandono la via principale per prendere lo stradello che mi porta prima a Fiumicello e poi mi farà riconquistare la SS310 di Campigna.
Questa piccola lingua d'asfalto (molti anni fa era composta da ghiaino pressato) è intimissima. L'ho fatta più volte con molta soddisfazione e anche oggi non è da meno. Velocità ridottissime, un viaggio interiore!



Il giro mi sta piacendo tantissimo, per i posti che attraverso (che conosco già) ma più che altro per quella sensazione di esclusività, visto che per strada non trovo pressochè nessuno.
Raggiunta la statale risalgo il passo della Calla e mi fermo a scattare una foto che riassume lo stato del mio stomaco...

Occhio. Da queste parti l'Appennino ti prende a morsi!

Arrivo all'Alpen Bar di Campigna, dopo aver dondolato sulle belle curve in salita.
I colori del bosco sono magici e mischiati al silenzio che regna tutto attorno rende l'atmosfera curativa.



L'Alpen Bar, solitamente affollato di motociclisti. Oggi pace&silenzio!

Oltre alla mente accontento anche lo stomaco e dal bar porto via un panino che consumerò sul passo. Prima di arrivarci però non posso fare a meno di godere (tantissimo) degli ambienti che la stupenda foresta mi regala. Dal bar al passo il motore borbotta che potrei quasi contare il numero delle pistonate...



Arrivo sul passo e anche qui zero moto. La cosa mi fa un po' strano perchè ok che non è caldissimo (ma si sta veramente bene), ok che le strade non sono pulitissime, ok di qui, ok di qua ma....i motociclisti 'n do' stanno?
Finalmente consumo il panino, buono e pure bello grosso e per digestivo mi sfumazzo un mezzo toscano. Fumare il sigaro, vizio che mi concedo ogni tanto, è una specie di moviola, un momento di vita analizzata al rallenty, è un messaggio al mondo per dirgli "ora vado lento, non chiedermi di più"!



La notte fa freschino!

Dopo una sosta bella lunga e un discreto scivolone fatto nel sottobosco nel tentativo di svuotare la vescica riparto. Le pistonate continuano per un bel po' grazie alla foresta troppo bella per non essere rimirata. Le curve, più che scelte tecniche, sembrano abbracci con l'ambiente circostante...




Arrivo a Stia e risalgo la Consuma innestandomi sulla SR70 alla Scarpaccia, nota località per le soste mangerecce fatte di taglieri di salumi e formaggi.
Peccato che oggi è chiuso per ferie. Avrei di certo messo qualcosa di buono nel bauletto da portare a casa. Il caffè me lo prendo allo chalet proprio sul culmine del passo, dove finalmente trovo un po' di moto, un po' di camminatori, un po' di gente normale,....si insomma un bel casino di gente. Caffè e via, oggi mi sono abituato troppo bene al silenzio.

Panorama dalla Consuma

Ricalo verso Pontassieve ma prima di arrivare a sfiorare l'Arno è d'obbligo fare una sosta vitivinicola. Mi fermo infatti al Quartino, enoteca/ristorante della famiglia Frescobaldi, dove trovo con mio sommo gaudio una bottiglia di Vendemmia Tardiva, un mix di Chardonnay, Traminer Aromatico, Pinot Bianco e Grigio, un vino che può essere assaporato con dolci o formaggi, un vino dolce senza essere stucchevole, perfetto anche per mettersi in panciolle a meditare sull'esistenza dopo essere tornato a casa con qualcosa di interessante.

I filari a ridosso del Quartino

Il rientro me lo godo senza più soste, allungando fino a Greve in Chianti, Castellina, San Gimignano, tutti postacci...
Che dire? Facile, che è stato un bel BOH!

Il Sole dice Nord

Proprio così. Le previsioni meteo mi hanno guidato. Da casa verso sud, zone che spesso bazzico perchè belle e con traffico pari a zero, pro...